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Jacopo Bellini
Madonna con Bambino, Accademia Tadini |
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Il Paese
Quando scendiamo dal battello veniamo accolti dalla piazza 13 Martiri, un anfiteatro formato da begli edifici che ospitano negozi e vari esercizi pubblici. Salendo la scaletta di vicolo Cavallotti e svoltando in via Gramsci, ci addentriamo nella città medioevale, resa viva dalla presenza di varie botteghe e dove non è raro sentire il profumo del pane appena sfornato.
Possiamo cercare, a naso per aria, le antiche torri: la possente Torre Söca, la Torre Civica e la Torre degli Alghisi. Meritano una visita la parrocchiale di S. Giorgio ed il Santuario. Se invece preferiamo svoltare in via Brighenti, ci incamminiamo lungo il borgo rinascimentale.
Dopo aver superato le chiese di S. Martino e S. Chiara, giungiamo alla grande basilica quattrocentesca di S. Maria in Valvendra. L’interno, riccamente decorato, racchiude importanti affreschi ed un grande organo dalle preziose ante dipinte. Nei dintorni della Basilica, alcuni palazzi cinquecenteschi. Raggiungendo il vicino lungolago di via Gregorini, possiamo ammirare il paesaggio e sostare sulle numerose panchine.
L’Accademia Tadini è raggiungibile dall’imbarcadero percorrendo il breve tratto di lungolago di via Tadini. Essa racchiude raccolte di porcellane, bronzetti, monete, reperti archeologici ma, soprattutto, custodisce antichi e preziosi dipinti di scuola lombarda e veneta. L’Accademia è anche un vivace centro culturale, con un’importante stagione concertistica.
Proseguendo sul lungolago oltre l’Accademia, possiamo spingerci sino al Lido, dove troveremo piscine e spiaggia. Più avanti, al porto turistico, una piacevole sosta ai tavoli dei bar all’aperto ci permette di osservare le numerose barche a vela.
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Piazza 13 Martiri |
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In posizione geografica strategica,
Lovere fu abitata già in epoca preistorica e romana.
Nel Medioevo, al centro di contese fra Guelfi e
Ghibellini, fu fortificata con mura e torri. Nel secolo
XV, in epoca rinascimentale, la ricchezza accumulata
con la produzione ed il commercio dei panni di lana |
permise a Lovere di abbellirsi con pregevoli edifici.
In seguito la lavorazione del ferro divenne l’attività
economica principale, che si trasformò in vera e propria
industria nel sec. XIX. Nelle officine di Lovere si
fusero i cannoni per la Repubblica di Venezia e successivamente
per Napoleone. |
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